Un articolo di Edoardo Villani

La stagione delle piogge sta iniziando. Nuvole e tuoni accompagnano l’arrivo della sera da ormai una settimana. Il vento e i temporali rinfrescano l’aria, anche se l’umidità che segue annulla tutto lo sforzo di madre natura per non farci patire troppo il caldo.

Io e Cristina siamo qui da due settimane, ma ora non siamo più soli. Ciro, il presidente, ci ha raggiunto da pochi giorni insieme a don Pierluigi Cordola, prete della diocesi di Almese e Villar Dora che da anni affianca Ciro nella sue missioni in Africa e che offre molto spesso grosse donazioni per l’acquisto di beni primissima necessità e per lo sviluppo dei progetti nel cantone togolese; Antonio e Gabriella, i responsabili  della « costruzione » di un archivio  musicale per la fanfara della parrocchia del villaggio; i due tecnici Mario e Mauro, assistenti dell’associazione torinese “Rainbow for Africa”, con i quali collaboriamo per la costruzione del blocco operatorio.

Il lavoro non manca. Cristina ogni mattina è in giro per i villaggi del cantone e assiste Nina, l’ostetrica principale, con le visite alle mamme, e al pomeriggio svolge lo stesso compito in ambulatorio; Mario e Mauro lavorano insieme ai muratori locali nella costruzione del primo progetto del blocco operatorio;  Antonio e Gabriella ogni sera conducono lezioni di tromba ai giovani della fanfara; io e Ciro controlliamo l’avanzamento di altri progetti, come ad esempio l’avviamento del nuovo ambulatorio nel villaggio di Atchankeli, frazione del cantone molto inoltrato nella foresta, e partecipiamo a numerose riunioni con i capi e direttori locali.

Alla sera ci troviamo sempre per cena e per fare il punto della situazione e il programma del giorno dopo. Siamo stanchi, a volte nervosi, ma caparbi; sappiamo benissimo che queste cose non sono mai facili. 

Fuori piove, ma il caldo non molla. 

E nemmeno noi.

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